• 19/06/2024

BILLY IDOL, QUANDO IL POSTER DIVENTA REALTA’ (30 ANNI DOPO)

DiChristian D'antonio

Nov 25, 2014

billyidol

Sicuramente c’è il fascino di vedere in persona la silhouette di tanti clip passati a mo’ di bombardamento su Mtv (beh da noi era Videomusic all’epoca) e anche la perversa voglia di sorpresa e nostalgia per capire come il tempo cambia le icone. Ma certamente quello che Billy Idol e la sua band hanno portato in scena questa settimana a Milano è un grande show imbevuto di rock, anzi, più che rock, siamo ai confini del puro punk.

Lezione di storia: a un certo punto esattamente 30 anni fa il rocker britannico (che aveva partecipato in gran forma alla rivoluzione punk in patria con i Generation X) si “fida” degli americani, scappa in Usa e complice la capigliatura bionda e un fisico mozzafiato (che regge anche oggi a 59 anni) crea la più grande esplosione di attenzione maniacale per un punkettone in America. La mania durò poco, ma la musica è rimasta. E quindi al Fabrique ci sono sì i nostalgici ma anche qualche nuovo adepto che vuole andare indietro, più dei Blink, più del grunge, più dell’hair metal che seguì cronologicamente la Idol-mania.

Billy è stato con Steve Stevens l’anti pop plastificato anni 80 sfruttandone però l’immaginario visivo. Per questo le clamorose sferrate di hits come Cradle Of Love e Rebel Yell sono accolte dal vivo con boati assordanti. È anche piacevole ammirare il ripristino del primato del vero rocker sopravvissuto ai mille eccessi che si materializza davanti agli occhi dell’audience nel 2014. Certo, Eyes Without a Face è stravolta per adattarsi alle mutate capacità vocali, ma quando Billy si dosa per arrivare fino alla fine, ci pensa Stevens ad accendere la folla. È un chitarrista prodigioso che conserva l’aria della peste scappata temporaneamente dai Kiss ma è uno scavezzacollo della chitarra con grande stile. E sui bis di White Wedding aizza i reduci scalmanati preparandoli all’ultima promessa del mito ritrovato: “I’m Billy Fucking Idol, see you next year”.

Christian D’Antonio

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Christian D'antonio

Christian D'Antonio (Salerno, 1974) osserva, scrive e fotografa dal 2000. Laureato in Scienze Politiche, è giornalista professionista dal 2004. Redattore di RioCarnival. Attualmente lavora nella redazione di JobMilano e collabora con Freequency.it Ha lavorato per Panorama Economy, Grazia e Tu (Mondadori), Metro (freepress) e Classix (Coniglio Ed.)