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STEVE STRANGE: MUORE L’ANIMA ROMANTICA DEL POP ELECTRO

DiChristian D'antonio

Feb 17, 2015

steve

Il nostro titolo non è un caso, è davvero morta l’anima romantica nell’electro pop. Non c’è più Steve Strange e con lui, one hit wonder di 55 anni per sempre ricordato come il fondatore dei New Romantic, si chiude un’epoca fatta di stile sopra la sostanza. Che non ritorna più, a dispetto dei tanti tentativi degli indie di tutto il mondo di riproporre quel sound e quell’atmosfera.

Per comprendere la portata di una figura come Steve Strange, né cantante né musicista, ma come si direbbe oggi “influencer” bisogna tornare alla Londra di fine anni 70 sconquassata dal nichilismo punk. Guardate in questo video di David Bowie cosa avevano il coraggio di fare i New Romantics (Ashes To Ashes – David Bowie – Ashes To Ashes).

L’unica risposta all’ultimo fashion movement di strada era stata naturalmente l’over dress, o il cross-dressing come si disse allora. E il Duca Bianco si lanciò a capofitto, anche se si narra che lui come altri has beens dell’epoca (Mick Jagger in primis) dovettero superare la rigida policy di entrata al The Blitz, il mitico ritrovo di Covent Garden dei New Romantics, o come si chiamavano nel 79 The Cult With No Name. Poi, appena Duran Duran e Spandau Ballet imbracciarono li strumenti vennero detti Futurists. E solo quando sbarcarono in classifica arrivò l’etichetta neoromantica, in tutto durò 18 mesi, già a fine 1981 l’Inghilterra pop aveva girato pagina. Alla porta del locale c’era ovviamente lui, quello che l’aveva inventato, Steve Strange.

Ma in quel mondo variegato di libertini e libertari, di posers variopinti e aspiranti star, si nascondevano gemme del tanto vituperato (e poi riabilitato) pop anni 80. Che è quello che per ultimo ha fatto “squadra” anche all’estero. In massa, in ogni luogo, come una corporation che non si riesce a fermare. Boy George che faceva il guardarobiere per Strange, Billy Idol, Sigue Sigue Sputnik e Dead Or Alive si sono cibati di influenze stilistiche al Blitz e hanno contribuito alla nascita di un’industria nuova, che specie in America ha cambiato il business e il marketing discografico. Ci son voluti i travestiti di Covent Garden per riempire di contenuti Mtv e la teen press di tutto il mondo. E non solo. Grazie al Blitz e alla visione folle di Strange (sua, ovviamente la Fade To Grey dei Visage (Visage – Fade To Grey) è cambiata nel pubblico globale la percezione sessista del rock. Non uomo, non donna, ma galli colorati che con synth e melodia giocavano al gender blender.

Per anni considerati giocosi inesperti allo sbaraglio tra i veri rocker, ora li celebriamo come ambiziosi dipinti di un’età libera di osare. Specie se iniziano a lasciarci.

Christian D’Antonio
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Christian D'antonio

Christian D'Antonio (Salerno, 1974) osserva, scrive e fotografa dal 2000. Laureato in Scienze Politiche, è giornalista professionista dal 2004. Redattore di RioCarnival. Attualmente lavora nella redazione di JobMilano e collabora con Freequency.it Ha lavorato per Panorama Economy, Grazia e Tu (Mondadori), Metro (freepress) e Classix (Coniglio Ed.)