• 20/05/2024

Stefano Senardi porta in tour “La musica è un lampo” una autobiografia ricca di aneddoti e storie sulla sua vita da rockstar dei discografici

Per Stefano Senardi, uno dei più grandi produttori discografici italiani, la musica è un lampo che l’ha folgorato sin dall’infanzia. Da qui il titolo del suo primo libro autobiografico, La musica è un lampo, un romanzo in prima persona pieno di aneddoti, storie e racconti inediti al centro di un tour di presentazioni, con amici, cantanti e musicisti, per raccontare una vita straordinaria. Il LampiTour parte dalla Milano Music Week il 24 novembre alle 18.30 alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, insieme all’autore Stefano Senardi, Michele Serra, che ha curato la prefazione del libro, Mauro Pagani e Manuel Agnelli. Poi Bologna, il 28 novembre alle 18.00 nella Feltrinelli di Piazza Ravegnana con Massimo Zamboni dei CCCP. Il 30 novembre, alle 18.00, alla Feltrinelli di Largo Argentina di Roma con Paola Turci, il giornalista Ernesto Assante e Francesco Motta. Il 6 dicembre alle 18.30 al Circolo dei lettori a Torino con il giornalista Luca Dondoni e Manuel Agnelli. Si chiudono le presentazioni, che ripartiranno a gennaio, l’8 dicembre alle 19 alla Fondazione Mirafiore di Alba con il produttore Domenico Procacci e Diodato

Il libro

Come scocca una scintilla, quella racconta in La musica è un lampo? Da Piccolissima serenata e Torero, lato A e B di un 45 giri di Renato Carosone, ai dischi dei suoi eroi di quando aveva dieci anni: Rokes, Equipe 84, Corvi, Nomadi. All’amore immediato e definitivo per la musica che esplode grazie a un album doppio dei Beatles, il White Album arrivato da Londra. Era il 1969 e fu il segno di un destino. E da lì in poi le fughe ribelli dell’adolescenza e della giovinezza scapigliata, in pullman o in autostop, verso i più bei concerti di tutta Europa. E poi il più significativo incarico alla Polygram a soli trentaquattro anni e una brillantissima carriera costellata di incontri con uomini straordinari. Dall’amicizia con Franco Battiato al racconto degli indimenticabili concerti dei Rolling Stones o del camaleontico David Bowie sotto una gigantesca luna piena, alla magia di Bob Marley nel concerto del 1980 a San Siro a Milano con centomila fiammelle accese; dai festival psichedelici al rapporto con Pavarotti, traghettatore della musica colta al popolo, a Madonna e ai cantautori: le lunghe conversazioni impegnate con Fabrizio De André, la folgorazione per Vinicio Capossela e Jovanotti, il ricordo di Pino Daniele, il blues e il jazz. Meravigliosi gli aneddoti: i frammenti della Beat Generation, le pagine su Fernanda Pivano, l’intervista catastrofica di Isabella Rossellini a Lou Reed, Steve Wonder in un ristorante milanese che mangia con le mani. Con un apparato fotografico di oltre 400 ricordi, un libro allegro e serio a un tempo, perché ci restituisce la vicenda politica di quegli anni, gli echi degli anni di piombo e le atmosfere più gioiose e rilassate degli anni Ottanta. Insomma, le amicizie, i ricordi, le sorprese e i mille flashback di prima mano raccontati dalla rockstar dei discografici.

Foto di Alessandro Zunino

redazione

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