NOEL GALLAGHER: REUNION DEGLI OASIS? FATECI OFFERTE

Il musicista è un ex ribelle: A 45 anni non posso capire i gusti delle nuove generazioni

cover dell'album

MILANO – 27 settembre 2011 Diciamo subito che tra i due fratelli litiganti, Noel è quello più coraggioso. Ha fatto un disco diverso con influenze che si distaccano dallo stadium rock degli Oasis che oggi rinnega. Il progetto si chiama High Flying Birds e anche se la musica che propone non vola alto nei cuori di milioni di teenager come ai tempi degli Oasis, si tratta di un bel lavoro di ricerca e di liberazione. Ci sono influenze di vari tipi di folk, elettronica che fa il debutto vistoso su qualsiasi cosa targata Gallagher finora e testi «non personali, perché sarebbero noiosi, ma di osservazione».

foto: Christian D'Antonio

La liberazione a cui si alludeva è soprattutto dagli schemi degli Oasis, la band più grande dei Beatles dicevano i fratelli Gallagher ai tempi della Cool Britannia negli anni ’90. «Con questo lavoro – ci ha detto alla presentazione del disco – non voglio preoccuparmi di vendite e accoglienza del pubblico. Certo sarei deluso se tutti quelli che sentono la mia musica fossero disgustati. Ma non credo di volere o potere inseguire quello che hanno fatto gli Oasis, sarebbe ridicolo solo pensarci. E poi non voglio fare più quel tipo di musica,, soprattutto perché io non sono una band, sono un singolo».

Ci sono delle dichiarazioni sorprendenti che agli appassionati della saga dei Gallagher non sfuggiranno. Come quella che Noel ha fatto sulla musica delle nuove generazioni: «In particolar modo in Inghilterra, l’attenzione al look e alle scarpe è qualcosa di enorme, non dico che le scarpe non servono intendiamoci. Ma che la musica sia ridotta all’immagine non è il mio territorio. Alla fine quello che conta è quello che esce dalle casse. Buona fortuna ai jeans stretti e ai capelloni, a me non è richiesto di rientrare nei loro gusti. Ho 45 anni e 3 figli, non posso stare dietro a quello che si sente in radio oggi». Detta da uno che solo 15 anni aveva ai suoi piedi il business mondiale della discografia fa un certo effetto.

Ma questo ritrovato understatement di Noel è anche frutto di una guerra, involontaria questa volta, tra i suoi Birds e i Beady Eye del fratello Liam: «In un certo senso sono contento che siano usciti prima loro, così posso dire che mi aspetto di vendere tante copie e tanti biglietti come loro».

Certo, appena disciolti un anno fa è impossibile lasciarseli alle spalle questi pesanti Oasis. Liam dice che nell’unica data italiana (Milano, Alcatraz 28 novembre) farà dei pezzi della band di origine «perché sono canzoni mie. Reunion? Non ho niente in contrario a quelli che lo fanno per soldi. Sarebbe folle se si offrissero 500 milioni ai Led Zeppelin per tornare assieme e non succedesse niente. Per quanto riguarda noi, non succederà quest’anno. In ogni caso preparate i soldi, siamo pronti alle offerte».
CHRISTIAN D’ANTONIO

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Christian D'antonio

Christian D'Antonio (Salerno, 1974) osserva, scrive e fotografa dal 2000. Laureato in Scienze Politiche, è giornalista professionista dal 2004. Redattore di RioCarnival. Attualmente lavora nella redazione di JobMilano e collabora con Freequency.it Ha lavorato per Panorama Economy, Grazia e Tu (Mondadori), Metro (freepress) e Classix (Coniglio Ed.)