• Mar. Feb 27th, 2024

Damien Rice verso Venezia. La recensione della data di ieri sera Pescara (per intenditori)

Un concerto raffinato e intimo, quello di Damien Rice, ieri sera al Teatro D’Annunzio di Pescara. Altrettanto lo è stato il pubblico presente, diversi gli abruzzesi e i fedelissimi di Rice, arrivati in Abruzzo da diverse località del centro-sud e anche dall’Estero.

Un’occasione imperdibile, un vero regalo alla città di Pescara, che forse non tutti hanno saputo cogliere in questa occasione, quella di avere uno dei più grandi talenti della musica contemporanea in “casa propria” (visto che la data non era sold out). Un peccato per chi si è perso uno spettacolo di raffinata e autentica sensibilità musicale, con una performance più composta e intima rispetto alle due date precedenti (Catania, Caserta e Roma, NdR), essenziale la disposizione degli strumenti sul palco, pochi effetti scenici, perché le emozioni e la musica sono i veri protagonisti degli spettacoli di Damien Rice.

Uno show intenso, iniziato con Amie/Eskimo in unplugged, con Damien che sussurrava le parole delle canzoni accovacciato sulla sua chitarra, quasi in totale assenza di luce. A seguire Accidental Babies, Cannonball in versione unplugged, poi The Professor, anticipata dal solito racconto molto divertente sugli impulsi adolescenziali (non vogliamo rovinare la sorpresa a chi non ha ancora avuto modo di sentire l’intro di questo brano, quindi eviteremo di raccontarlo). Poi ancora Volcano insieme a Francisca Barreto, in cui Damien ha chiesto al pubblico di cantare il ritornello. A proposito di questo, c’è un piccolo appunto che è il caso di sottolineare, per chi andrà ai prossimi concerti. Solitamente, quando inizia Volcano il pubblico batte le mani in tempo, nessun problema dal lato della platea. Ma Damien ha spiegato durante i precedenti shows che i suoi ear plugs ritrasmettono il battito delle mani in ritardo, con un sovrapporsi di suoni che distolgono la concentrazione, quindi per lui è molto difficile cantare. Per questo motivo, solamente per questo, lui chiede di non battere le mani durante il brano mentre incoraggia il pubblico a cantare, quando è il momento. Dopo tanto ritmo, è seguita una splendida e toccante versione di Older Chests, quasi un dialogo interiore. Ancora, Coconut Skin, molto coinvolgente. Poi Nine Crimes, con Francisca e Elephant, quale richiesta da parte di uno dei presenti. L’Immancabile I Remember, a seguire, insieme a Francisca e poi I Don’t Wanna Change You.

Il concerto proseguiva con un dialogo quasi intimo con il pubblico, anche in assenza di parole. Poi una ragazza, tra l’audience ha richiesto a gran voce Cold Water e Damien non ci ha pensato due volte ad invitarla a cantare sul palco con lui. Ma la ragazza ha ammesso di non saper cantare, così, dall’alto del palco Damien e Francisca sono scesi giù in platea per cantarla.

Il Teatro D’Annunzio di Pescara gode di un’ottima acustica e questo ha agevolato le versioni unplugged dei brani, nonché favorito l’atmosfera già molto calda e vacanziera.

È seguita ancora una richiesta da parte dei presenti: Delicate, sempre molto amata da tutti e poi in encore Cheers Darlin’ e una meravigliosa, meravigliosa, cover di Black is the Colour (Nina Simone).

In chiusura The Blower’s Daughter, immancabile.

Un concerto con tante emozioni inaspettate, che fluiva con tranquillità, come il tempo che in estate sembra scorrere più lentamente e ti lascia addosso quella sensazione di lentezza e fanciullesca felicità. La set list di sopraffina caratura artistica e di una straordinaria ed attenta ricerca musicale, è stata davvero molto apprezzata.

Per me era una occasione particolare, questa data, perché pur essendo pugliese le mie origini sono abruzzesi, da parte paterna.

E più passa il tempo, concerto dopo concerto di Rice, città dopo città, Paese dopo Paese, anno dopo anno, più mi sento sempre più “a casa”. Sto anche lasciando andare una certa formalità nella scrittura, lasciando più spazio ad una dimensione sempre meno giornalistica in senso lato e più orientata al racconto.

Se avete perso questo show di Pescara, siete ancora in tempo per vedere una delle altre date del tour a Venezia, Pistoia e Bologna. Lo show di Gardone Riviera, che chiude questa leg Italiana del Sailboat Tour, è sold out. Trovate i biglietti sui principali circuiti: Live Nation, TicketMaster è Viva Ticket.

Le fotografie dello show di Pescara sono di Andrea Lardani. Tutti i diritti riservati.

Luana Salvatore

editor@riocarnivalmagazine.it

Luana Salvatore

giornalista pubblicista, è editore e direttore responsabile di RioCarnival Music Magazine (dal 2010), nonchè co-fondatrice della omonima fanzine italiana dedicata ai Duran Duran (dal 1987). Laureata in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo presso l'Accademia di Belle Arti di Roma (1998), ha scritto una tesi sperimentale in regia cinematografica: "Immagini per la Musica" sull'evoluzione dell'immagine del periodo British Invasion - Internet e sui video musicali. Ha fatto parte della MEDIMEX Academy e collaborato con alcune testate giornalistiche musicali, tra cui Rolling Stone Italia. Si interessa e scrive di Musica, Cinema, Cultura e Lifestyle. Contatti: editor@riocarnivalmagazine.it