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CECILIA QUADRENNI, VOCE “MOLTO PERSONALE”

DiChristian D'antonio

Apr 12, 2013

intervista di CHRISTIAN D’ANTONIO

Simona AtzoriUna voce delicata e intrigante e il sapiente rimaneggiamento di brani pop celeberrimi stanno facendo la fortuna di una nuova cantante toscana, Cecilia Quadrenni. L’artista è uscita di recente con un EP che si chiama Molto Personale, prodotto da Solidea Records, composto da cinque brani, di cui quattro cover di grandi successi, che spaziano tra periodi e generi musicali diversi, arrangiati in chiave acustica dalla stessa Cecilia più un inedito “It’s Just Rain”.

«Il titolo dell’Ep “Molto Personale” – spiega la cantante – ha origine dall’idea di voler dare la propria impronta appunto “personale” a canzoni conosciute in altre vesti e dalla voglia di condividere con il pubblico il rapporto intimo ed introspettivo con la musica».
L’abbiamo incontrata per saperne di più.

Le cover del disco sono riarrangiate in maniera molto dettagliata. Che formazione musicale hai?

Scrivo musica da quando avevo 15 anni. Ho una formazione acustica, sono abituata a lavorare con voce, chitarra, al massimo percussioni. Privilegio la melodia perché secondo me dietro un grande successo c’è una grande melodia. Il testo deve essere letto aldilà delle parole.

Hai inserito pezzi di Lady Gaga, A-Ha. Chi ti ha spinto a fare queste scelte?

In verità sono state dettate dall’esigenza. Ho fatto un tour in Inghilterra e una sera a Londra mi sono esibita con alcuni artisti internazionali, di diversa provenienza. Volevo protarli nel mio mondo ma anche inserirmi nel contesto dove ero. Così con il mio chitarrista, un artista napoletano molto talentuoso, Andrea Palazzo, abbiamo pensato di rifare Take On Me. E abbiamo fatto bene perché la platea è esplosa.

Come mai eri a Londra?

Ho cercato casa discografica all’estero per molto tempo. In Italia funziona al contrario, lì invece ti fanno esibire il più possibile e poi se va bene ti mettono sotto contratto. Solo con email e contatti web ho agganciato un promoter che mi ha fatto lavorare molto, e abbiamo concertato un repertorio di cose mie inedite e rifacimenti di pezzi, spesso dagli anni 80, che secondo me hanno lasciato un segno proprio per le canzoni melodiose che andavano all’epoca. Poi ho iniziato a guardare anche a successi più recenti, come Relax di Mika, che ho approcciato un po’ come fa Sagi Rei con le canzoni techno.

Poi sei tornata in Italia.

Sì perché finché si può è giusto stare in patria e rimanere per lottare. Questa è stata la mia mission! Una cosa molto personale e mi piacerebbe che anche qui da noi si venisse apprezzati per quello che si vale e non perché si ha l’autorizzazione di un personaggio influente o da parte di certa stampa.

Cover Disco_BassaTi piacerebbe lavorare con qualche autore italiano per i progetti inediti?

Ne ho tanti. Pacifico a volte sembra quasi che scriva come vorrei io! Le cover sono un pro e un contro ma mi piace costruirmi un repertorio che non sia banale. Se rifaccio un successo planetario devo trovare un modo nuovo per farlo. E così anche per le canzoni inedite, mi piace siano diverse.

Cosa ascolti in privato?

Dalle scelte che faccio in pubblico si capisce che anche nel privato non ho confini, dalla classica alle sigle tv. Anche se devo ammettere che ho un debole per la musica greca. Ho conosciuto Giorgos Mazonakis e me ne sono innamorato, mi si è aperto un mondo. Ho fatto il liceo classico e ho studiato greco e sto imparando anche quello moderno. È una mia passione che va oltre la musica folk, perché la loro musica moderna è di altrettanto interesse.

L’inedito del disco di cosa parla?

It’s Just Rai è un pezzo scritto direttamente un inglese, inizialmente arrangiato con un violino, chitarra e piano. Il fulcro è la melodia e la vocalità, mi ricordo di averlo scritto in un’estate piovosa. Forse  è la mia prima canzone d’amore, legata all’orgoglio, dovrebbe essere d’aiuto ascoltarla perché in sostanza dice: tutto fila via come la pioggia.

Hai collaborato con il gruppo romano Velvet, come mai?

Loro hanno un pool di produzione fantastico. Sono stata nello studio di Alessandro Sgreccia che è una delle persone più musicali che conosco. Stanno anche loro per uscire con un disco. Tra di noi si è instaurato un feeling bello, mi ha aiutato negli arrangiamenti, nello scegliere i testi, perché il cantante dei Velvet Pier conosce bene l’inglese. Nell’esecuzione siamo distanti, ma nella sensibilità abbiamo molti punti di contatto. Mi piace che abbiano appoggiato la mia dimensione classica e minimalista.

CHRISTIAN D’ANTONIO

Christian D'antonio

Christian D'Antonio (Salerno, 1974) osserva, scrive e fotografa dal 2000. Laureato in Scienze Politiche, è giornalista professionista dal 2004. Redattore di RioCarnival. Attualmente lavora nella redazione di JobMilano e collabora con Freequency.it Ha lavorato per Panorama Economy, Grazia e Tu (Mondadori), Metro (freepress) e Classix (Coniglio Ed.)