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Walter Fontana: cinque domande all’ex leader dei Lost che torna con l’album solista Sono Qui

DiChristian D'antonio

Giu 21, 2016

walterWalter Fontana ha 30 anni ed è conosciutissimo dalle teen-ager degli anni 2000. Con i Lost ha popolato i sogni e le aspirazioni di una generazione di pop music lovers che dal 2003 hanno seguito la band di Vicenza fino all’affermazione internazionale agli Mtv Awards del 2009.
Negli ultimi 3 anni, Walter Fontana si è dedicato alla ricerca, ai viaggi, al ritorno alla normalità dopo lo scoglimento del gruppo. Un primo debutto con il singolo Blu Cobalto è andato bene. Era il 2013. Ora è tempo di lanciare il primo album solista, Sono Qui, che lo vede tornare a un pop/rock contemporaneo con venature dance ed elettroniche che facilmente troveranno il posto nell’airplay tv e radio. Il singolo Perfetto (https://www.youtube.com/watch?v=jAa8DYciHGo) in duetto col rapper inglese Jethro Sheeran, è come un bilancio di una parte di vita che si chiude, con molta speranza che succede all’amarezza.

Come sei ripartito, Walter?
Non è facile, ovviamente, essendomi staccato dai riflettori ed essendo tornato a Vicenza dalla mia famiglia, volendo tenere i piedi per terra…volevo mettere un punto, assaporare col tempo giusto emozioni, viaggi, avvenimenti. Tutto ciò mi ha dato l’energia per comporre le canzoni di Sono Qui che vogliono dire: questo sono io. C’è stata una storia d’amore finita, lo scioglimento dei Lost, con cui comunque sono ancora in contatto. Luca Donazzan, il bassista, mi sta accompagnando in questo nuovo capitolo. E poi ho incontrato Giovanni Caccamo, che mi ha dato consigli giusti per la composizione, e il produttore Placido Salamone, che  ha fatto emergere le caratteristiche per fare nuova musica che mi rappresentasse al meglio.

C’è qualcosa che vuoi riprenderti dopo essere stato per anni un teen-idol?
Ovviamente quella era un’etichetta che mi era stata attribuita, sono stati momenti belli e brutti che però mi hanno formato. C’è un pezzo che si chiama Lo Sbaglio Più Bello, perché per me è stato importante cadere e rialzarmi. Dal vivo in autunno farò comunque dei pezzi dei Lost perché sono stati importanti ma voglio proporre questo album dall’inizio alla fine sul palco, per far capire chi sono io ora.

Sei stato lontano tre anni dalla musica. Mai pensato di smettere?
Mai, almeno mai pensato di smettere di comporre. Quando ho lasciato i Lost mi sono dedicato allo studio, alla ricerca. Ho approfondito Bob Dylan, mi sono visto tutti i film, riletto libri e ascoltato i suoi dischi. Poi ho ascoltato 21 Pilots, Walk The Moon, Mumford & Sons, sono più orientato al rock internazionale, anche se in Italia i miei modelli sono Jovanotti e Cesare Cremonini. Sono due personaggi che negli anni hanno giocato con lamusica, hanno voluto cambiare il loro vestito sonoro con coraggio.

Mai pensato di andare con la tua musica all’estero?
Sono partito all’improvviso senza progettare nulla per Barcellona. Lì mi sono confrontato con musicisti locali e mi ha dato tanto quell’esperienza. Magari un giorno inizierò a incidere in spagnolo, dopotutto ho un papà argentino, quindi sto imparando meglio la lingua solo di recente…

L’obiettivo di questa ripartenza?
Voglio sentirmi a mio agio. Voglio fare la musica che sento e voglio presentare Sono Qui in maniera coerente anche sul palco, con i giochi di specchi che il designer Sergio Pappalettera ha creato per i visual del mio album. Voglio dimostrare di essere andato oltre il momento in cui eravamo solo teen-idol. Allo stesso tempo mi piace rimanere a vivere a Vicenza, vengo a Milano a lavorare e poi torno nel mio rifugio. Poi lì abbiamo tutto, la montagna, il mare, sono ambientazioni che mi danno molto e che non sono pronto a lasciare.

Christian D’Antonio

Christian D'antonio

Christian D'Antonio (Salerno, 1974) osserva, scrive e fotografa dal 2000. Laureato in Scienze Politiche, è giornalista professionista dal 2004. Redattore di RioCarnival. Attualmente lavora nella redazione di JobMilano e collabora con Freequency.it Ha lavorato per Panorama Economy, Grazia e Tu (Mondadori), Metro (freepress) e Classix (Coniglio Ed.)