• 22/07/2024

NEL RESPIRO DEL MONDO CON I TIROMANCINO

DiChristian D'antonio

Apr 11, 2016
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foto: Christian D’Antonio

Si chiama Nel Respiro del Mondo il nuovo album dei Tiromancino, la band di Federico Zampaglione che dal 1989 è uno dei capisaldi della “scuola romana”, l’ultimo vero movimento rock che ha rinnovato la scena musicale italiana.

Il disco è un ulteriore passo in avanti per Zampaglione, apprezzato autore per grandi star (da Alessandra Amoroso a Noemi ed Eros Ramazzotti) ed è prodotto da Luca Chiaravalli, già al lavoro con Nek, di cui uscirà un lavoro a breve, e Hooverphonic, tanto per citarne alcuni. Non è un caso che Nel Respiro del Mondo si discosti in parte dal cantautorato italiano classico e vada su sponde sonore più internazionali. Ma è anche il traino di Piccoli Miracoli, il singolo voluto dal regista Luca Lucini come soundtrack del film Nemiche per la pelle con Claudia Gerini e Margherita Buy, a incuriosirci. Electro-pop con sensibilità cantautoriale che è subito in testa alla classifica dei pezzi più suonati in radio. Ecco cosa ci ha detto Federico Zampaglione alla presentazione del disco.

In che fase sei della tua carriera?

Volevo aprire le finestre e prendere aria da tutta questa negatività. Questa è la ragione per cui il disco si ispira alla libertà del mare e riuscire a fare un disco melodico e positivo.

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foto: Christian D’Antonio

Perché hai scelto Luca Chiaravalli alla produzione?
Una persona molto positiva e con le idee molto chiare. Mi ha detto: ho sempre pensato alla tua musica alle tue melodie. Ho capito che era il musicista giusto perché gli ha dato un tocco moderno, meno vintage. L’ho scelto per cambiare e perché dopo le prime canzoni che gli ho mandato, solo chitarra e voce, mi ha fatto degli arrangiamenti davvero belli, senza mai sovrastare le melodie ma innovando.

Che sound avete raggiunto?

I suoni che mette sono molto definiti, mi sono fatto una ricerca su internet e ho messo il suo nome su Google e ho scoperto pure che aveva un’ottima faccia da thriller. Lo voglio mettere in uno dei prossimi film che farò come regista.

Sei sempre indicato come uno degli alfieri della scuola romana. Che ne pensi?
Il trio con Max e Fabi e Silvestri ormai è andato, non posso rientrarci! Con Mannarino ho fatto delle cose, con Zibba ho collaborato quando non aveva ancora fatto nulla di popolare. Mi piace collaborare e farmi portare da altre parti, molte volte con Afterhours e Teatro degli Orrori, ho cantato su una marea di ritornelli rap. Poi anche Califano, Lucio Dalla. Per giovani dal mondo dei talent gli ho dato pezzi solo quando pensavo di poter aggiungere qualcosa, come con Chiara o Michele Bravi. Per me è un modo per sperimentare nuove formule. Il ritornello del pezzo di Rocco Hunt non potrebbe mai essere uguale ad Alessandra Amoroso.

E Onda Che Vai che è inserita in questo disco e che è degli Almamegretta?
L’ho scritto con mio padre ed era uno di quei brani che all’epoca si portava a Sanremo con un altro e non venne scelto. Mi è sempre rimasto un po’ di amaro in bocca e il suo destino è proprio stato quello di essere ripescato, non doveva sparire ma tornare sotto una nuova veste che è quella che ho rimaneggiato ora.

Come ti orienti quando ti chiedono una canzone?

Beh, per Eros lui ha un’idea di testo e melodia e io gli ho sviluppato soprattutto i testi, già la melodia c’era. Invece ad Alessandra Amoroso ho dato un brano davvero col cuore, Nel Tuo Disordine, che mi ricordava molto la canzone italiana da anni 70, tipo Mina e Battisti. Ecco quello è forse un brano che canterei io in prima persona, ma poi quando gliel’ho dato ho pensato: questo deve avere una bella voce femminile per essere valorizzato. E lei è una delle voci più belle di oggi.

Come ripensi alla tua carriera?
Quando abbiamo iniziato facevamo musica sperimentale con accenni trip hop, eravamo usciti con Bluvertigo, Casino Royale. Con gli anni 2000 abbiamo raggiunto il successo e dopo aver fatto varie canzoni molto popolari molti hanno pensato forse che avevo già detto tutto. Quindi ho voluto fare la sfida della ripartenza. Adesso mi sento carico perché mi piace oggi essere ancora contemporaneo e smarcato dall’essere uno yesterday man. E sono uno sperimentatore in fondo, quindi mi viene naturale andare avanti.

Christian D’Antonio

Christian D'antonio

Christian D'Antonio (Salerno, 1974) osserva, scrive e fotografa dal 2000. Laureato in Scienze Politiche, è giornalista professionista dal 2004. Redattore di RioCarnival. Attualmente lavora nella redazione di JobMilano e collabora con Freequency.it Ha lavorato per Panorama Economy, Grazia e Tu (Mondadori), Metro (freepress) e Classix (Coniglio Ed.)