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CARROPONTE, DEBUTO CON PIOGGIA PER UNA DISCIPLINATA BERTE’

DiChristian D'antonio

Giu 4, 2014

loredana Bertè (foto Christian D'Antonio)

Certo che ci vuole coraggio da vendere se ci si presenta al debutto milanese di uno dei festival più affollati dell’estate con un brano, quel Re che nel 1986 al festival di Sanremo diede scandalo. Ancora più coraggiosa l’idea di Loredana Bertè, che festeggia con un tour quest’anno i 40 anni di carriera, di proiettare su schermi le immagini di esibizioni vecchie. Il tempo non perdona – anche quello atmosferico – ma il tour, e la tappa a Sesto San Giovanni, non pienissima ma affollata, ci consegnano una Bertè riappacificata con la musica, finalmente.

Forse un po’ troppo compitino, al netto delle stramberie e divagazioni che avevano reso degli happening di intelligente e irriverente ironia le sue ultime tournée. In questo momento la rocker italiana, capostipite di mille filoni ricopiati (anche all’estero) si concentra sulla musica. Fa finalmente vedere spezzoni della sua collaborazione di qualche anno fa con Asia Argento, ripesca fedele all’originale, e quindi da brivido, Il Mare d’Inverno, il più bel regalo che potesse farle Enrico Ruggeri. Dalla sua ha il temperamento, la furba tecnica di dosaggio delle qualità vocali, la fida corista Aida Cooper, contenuta a dire il vero rispetto alle apparizioni tv. C’è lei col suo pubblico e il suo repertorio, che quando lo senti ti ricordi di quanto è vasto e variegato. È attuale e inspiegabilmente non nostalgico il ripescaggio di Una Sera Che Piove, di Bernardo Lanzetti della Pfm, scritta nell’84, e che quindi trasuda magica atmosfera alla Milano da bere. Un brano prezioso che dovrebbe essere maggiormente rivisitato, citato, esposto. Come risuona vera quella Strade di Fuoco, forse il suo ultimo grande successo da classifica (2006) che restituisce grinta e rabbia, come pochi altri sanno fare. Musicisti da lode, con basso e chitarra che si sfidano in duelli funky che le starlette di oggi si sognano.

Peccato per il dialogo mancato col pubblico, peccato per la pioggia che tronca il set, anche se l’organizzazione ha dovuto un po’ faticare a convincerla a smettere.

CHRISTIAN D’ANTONIO

Christian D'antonio

Christian D'Antonio (Salerno, 1974) osserva, scrive e fotografa dal 2000. Laureato in Scienze Politiche, è giornalista professionista dal 2004. Redattore di RioCarnival. Attualmente lavora nella redazione di JobMilano e collabora con Freequency.it Ha lavorato per Panorama Economy, Grazia e Tu (Mondadori), Metro (freepress) e Classix (Coniglio Ed.)