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MAX PEZZALI, 20 ANNI DI MAX FUN

DiChristian D'antonio

Giu 3, 2013

IMG_5901_Athanasios AlexoÈ una mattina di luglio 2012, a Fiumicino fa caldo e davanti a passeggeri ignari si sta avverando un piccolo sogno pop. Dalla scaletta dell’aereo da Parigi scende Mauro Repetto. Ad accoglierlo Max Pezzali. La reunion della band più rimpianta degli ultimi 20 anni si sta consumando proprio lì, a Roma, in poche ore. Max ricorda: «L’ho visto arrivare in jeans, maglietta e un computer sotto il braccio. Non aveva nemmeno il caricabatterie. Cosa sarebbe successo se il computer si fosse spento proprio mentre lavoravamo alla nuova canzone?». Il risultato di quelle poche ore di lavoro assieme (Repetto è ripartito con un volo alle 18 lo stesso giorno), è nel nuovo album di Pezzali Max 20, che esce il 4 giugno con una serie di duetti con stelle del pop e 5 nuovi brani. Ad aprire il disco proprio le due canzoni a firma Repetto/Pezzali: Welcome Mrr. President e Il Presidente di Tutto il Mondo. «Siamo partiti da un’idea che aveva Mauro, forse per uno spettacolo teatrale o televisivo. Quella di immaginarsi un’elezione di un presidente globale che per un periodo determinato mette a posto tutti i guai del mondo e poi se ne va. Abbiamo lavorato di fantasia per immaginarci una replicazione del dna dei grandi della storia, da Bob Marley a Tutankamon. Tutti in corsa per l’elezione globale. Ne è venuta fuori una storia visionaria, ironica e anche di denuncia su quello che è il mondo dove viviamo. Un mondo che è molto confezionato, dove il marketing vince anche in politica, basta che passi un messaggio che piace. Anche Obama è stato rieletto perché era cool, più che bravo». E in Italia come va la storia? Max è un fiume in piena: «Credo che proprio grazie al distacco di Mauro che vive a Parigi oggi io riesco a vedere la cosa in maniera più lucida. Mi ha spiegato le elezioni italiane così: ha vinto il marketing, il comico perché il candidato degli altri era debole, non era cool. Io dico che dopo decenni di tribune politiche dal linguaggio incomprensibile ora la mania del cool è arrivata anche da noi, con la civiltà di internet. Tutti a volere gli hipster, a imitare i sex and the city altrui».

L’accoppiata ricomposta è descritta da Pezzali come «delirio incontrollato ed energia anarchica», un ritrovarsi che gli ha fatto venir voglia di scrivere testi nuovi che finiranno in un nuovo disco di inediti il prossimo anno. Ma non è una reunion a tutto tondo: «Non credo che Mauro tornerà a fare mai il cantante, perché lui fa un altro mestiere, è a Parigi e lavora in una multinazionale, credo che anche questa frequentazione con l’ipocrisia corporate lo spinga ad essere così critico».

Ma nel 2013 per gli ex 883 è ancora tempo di celebrazioni. Sono passati 20 anni dall’esplosione di Hanno Ucciso L’uomo Ragno e in Max 20 ci sono, oltre agli inediti, 14 pezzi storici duettati con i più grandi artisti pop nostrani. Anzitutto c’è da dire che il cantautore di Pavia non ha voluto re-incidere le sue parti «per non tsravolgere il senso della celebrazione, anche il tempo e il fumo hanno influenza su come ti evolvi come cantante e se canto Come Mai oggi è una cosa diversa. Per sentire come suonano oggi quelle canzoni ho pubblicato qualche anno fa un live, quindi è già cosa fatta. Mi sono avvalso solo di un po’ di fine-tuning per alcuni pezzi». Poi c’è il chiarimento sul perché le scelte siano cadute solo su colleghi maschi: «Cosa avrei dovuto fare? Invitare a cantare in una diversa tonalità artiste che hanno puntato per una intera carriera alla loro impronta vocale riconoscibile? Anche Paola e Chiara, con cui avevamo lavorato in passato, non ho creduto fossero adatte, non volevo facessero i cori, ho troppo rispetto per la loro storia».

E quali sono questi ospiti illustri, quindi? Tenetevi forte. Jovanotti su un rifacimento di Tieni il Tempo: «Lorenzo è il motivo per cui faccio questo mestiere, è stato il primo a portare in Italia al grande pubblico diversi generi che prima erano considerati di nicchia. E poi siamo partiti assieme con Claudio Cecchetto ma lui ha aperto la strada. Poi Eros Ramazzotti che ha scelto Lo Strano Percorso: «Mi sono accorto di avere amici generosi anche nella musica. Eros è arrivato, non c’è stato bisogno di dirgli niente, non si è limitato a cantare ma ha anche voluto suonare la chitarra». Cesare Cremonini, Raf, Nek, Renga, Bennato, Baglioni, un cast stellare. Di Raf Max dice che è «l’autore perfetto di pop perfetto, ha raggiunto delle vette per me ragguardevoli». Mutua fiducia e ammirazione, insomma, anche per Fiorello e Antonello Venditti («un incredibile scoperta nel privato, tra barzellette e imitazioni»), fino ad arrivare a Elio che “celentanizza” Nord Sud Ovest Est e Grignani che rifà Rotta per Casa di Dio cambiando il nome al panino Camogli di cui si parlava nel testo («Lo trovava troppo anni 90!»). Un’operazione riuscita che suscita curiosità e tanto divertimento. «Non ho mai tradito la voglia di cantare per divertimento e raccontare storie vere – conclude Pezzali – per me lavorare è un puro piacere e volevo far capire a chi mi ascolta che è già tanto essere arrivati a 20 anni di carriera in un panorama così diverso da quando ho iniziato». Lui che ha attraversato due generazioni, dall’imperare del pop plastificato e video-guidato all’omologazione digitale, avrà un suo pensiero su cosa sta accadendo oggi al mondo della comunicazione? «Non è giusto farsi influenzare dai social network, perché ora tutti hanno la possibilità di chiederti di fare cose simili a quello che ci si aspetta o altro. Per me la scrittura deve essere sempre un’esigenza». Speriamo resista così, Max.
CHRISTIAN D’ANTONIO

Christian D'antonio

Christian D'Antonio (Salerno, 1974) osserva, scrive e fotografa dal 2000. Laureato in Scienze Politiche, è giornalista professionista dal 2004. Redattore di RioCarnival. Attualmente lavora nella redazione di JobMilano e collabora con Freequency.it Ha lavorato per Panorama Economy, Grazia e Tu (Mondadori), Metro (freepress) e Classix (Coniglio Ed.)