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APE ESCAPE, GLI “INVISIBILI” TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO

DiChristian D'antonio

Dic 18, 2013
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Ph: Christian D’Antonio

Antonio D’Alessio (Tony), Antonio Pagano, suo allievo di canto, e Matteo D’Acunto si sono messi insieme poche settimane prima di andare alle audizioni di X Factor. E l’edizione 2013 ha portato fortuna a questo trio a dir poco anomalo, sostenuto da supporter di tutta Italia per la sua grinta e insolito charme. Anche se c’è da dire, che uno zoccolo duro di campani (sono di Nocera Inferiore, Salerno) li ha sempre sostenuti con un battage senza precedenti sui social network durante la loro avventura televisiva. Merito di un grande senso di appartenenza, certo, ma anche del sapore intrigante di una favola che sotto sotto ogni musicista vorrebbe vivere: anni di gavetta, musica per hobby, e poi all’improvviso in classifica su iTunes dietro Ligabue. Una parabola che incuriosisce, insomma, e che da sola crea consensi .

Di generazioni diverse (Tony canta da decenni, gli altri sono più giovani) sono stati al centro di battute e ironie di web blogger e giudici del talent. Ma sempre lontani dalle beghe da reality show, come musicisti consumati. Troppo insoliti per essere incasellati in un genere (nu-metal? Rap metal?) si sono affidati a Simona Ventura e il suo team e sono arrivati incredibilmente in finale. Addirittura secondi in ultima sfida, tanto da essere considerati i vincitori morali del talent di quest’anno, che è anche stato l’anno del respiro internazionale, dei duetti insperati, della diretta dal Forum d’Assago che ha fatto sempre più assomigliare lo show a un grande evento musicale. «simona ci ha abbracciati – commentano a caldo dopo la fine del programma, un po’ frastornati da tutto il clamore che hanno trovato fuori dal loft di Sky – e si è commossa con noi, è stato un onore lavorare con lei e con la guida del vocal coach Paola Folli». La Folli, già famosa per aver cantato nella celebre Domani degli Articolo 31 negli anni Novanta , ha costruito un universo coerente e spiazzante allo stesso tempo attorno al trio. Sono partiti dalla scelta forse più ovvia, quella di rifare un famoso pezzo dei Linkin’ Park a territori più coraggiosi. E al pubblico tutto ciò è piaciuto. Fuori dalla gare, nei loro rari (finora) live, ragazzine e rocker impazziscono per gli Ape Escape. Un bell’esempio di musicisti seri che raggiungono il mainstream piacendo trasversalmente a vari target senza snaturarsi. «Ora ci piacerebbe fare un tour con tutti gli altri finalisti, sarebbe un bel progetto» dicono sportivamente nella loro prima conferenza stampa. Anche se sono consapevoli di aver vinto la sfida più importante: «Non ci aspettavamo di arrivare secondi, ma al massimo terzi. In ogni caso la sfida per noi era rendere nostro tutto quello che ci veniva proposto. E lo abbiamo fatto sempre, anche l’inedito è di quanto più vicino possa essere ai nostri gusti. Al 99% diciamo. Questa  è stata un’esperienza che ci ha fatto crescere indubbiamente».

“Invisibili” è il primo singolo degli Ape Escape, scritto da Andrea Bonomo, Gianluigi Fazio e dagli Ape Escape, prodotto e arrangiato da Roofio dei Two Fingerz, “Invisibili” è un brano travolgente, un mix tra rap ed elettro rock, che ben rappresenta l’energia e lo stile unico che ha contraddistinto il gruppo.

“Invisibili” è anche il titolo dell’omonimo Ep degli Ape Escape, disponibile dal 13 dicembre nei negozi e in versione digitale. Oltre alla title track, l’Ep contiene cinque celebri brani reinterpretati dal gruppo durante il talent show: “Mentre Tutto Scorre” (Negramaro), “Luce” (Elisa), “Burn it down” (Linkin Park), “Yes I know my way” (Pino Daniele) e “Madness” (Muse).

Christian D'antonio

Christian D'Antonio (Salerno, 1974) osserva, scrive e fotografa dal 2000. Laureato in Scienze Politiche, è giornalista professionista dal 2004. Redattore di RioCarnival. Attualmente lavora nella redazione di JobMilano e collabora con Freequency.it Ha lavorato per Panorama Economy, Grazia e Tu (Mondadori), Metro (freepress) e Classix (Coniglio Ed.)